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.Eventi Speciali: Quale Giubileo? |
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Metanoia di Filippo Gentiloni Memoria e riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato, questo è il titolo del documento preparato dalla Commissione teologica internazionale in occasione di Giubileo 2000. Il "mea culpa"di oggi è un chiaro abbraccio fra storia e chiesa, stare nella storia vuol dire anche peccare, riconciliarsi dovrebbe voler dire far memoria di quel peccato e far sì che non si ripeta. Quale peccato? Al di là degli elenchi- violenze, sopraffazioni, roghi, gli indios conquistati, le donne di serie B- che si potrebbero allungare a volontà esiste una colpa di fondo, sottesa a tutte le altre: la pretesa di un posto speciale nella storia. Un posto dal quale giudicarla senza essere giudicata; una cattedra dalla quale insegnare una verità senza mai accettarne la discussione, il confronto con altre verità. Una sorta di "corsia preferenziale" sottratta al controllo di chi cerca di ordinare il traffico delle idee nella storia. Anche la chiesa deve "confessare" quel peccato che è il principale e il più grave per tutti, come lo era stato già per Adamo ed Eva nel giardino dell'eden o per Narciso nel mito greco: la presunzione, l'amore di se stessi, del successo e della vittoria. È questo il peccato di cui oggi la chiesa cattolica si dovrebbe pentire, chiedendo perdono alla storia, facendo memoria di tutti quelli e quelle da lei condannati, uccisi, martirizzati, allontanati, esiliati, disprezzati, esclusi. Nella tradizione cristiana, la parola "pentimento" traduce un termine greco ben presente nei vangeli, "metanoia". Ma metanoia vuol dire, più che pentimento, cambiamento di rotta, di mentalità, di vita. Conversione. Senza cambiamento non si dà pentimento. La chiamata al pentimento-cambiamento vale per i cristiani come per la chiesa. Saprà rispondere la chiesa, al di là della celebrazione giubilare, a questa chiamata? Potranno, prima o poi, le donne e gli uomini omosessuali vivere senza gli anatemi che la chiesa impartisce quotidianamente? |
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